Informazioni su Anna Paola

Studio, lavoro, lavoro, studio - a detta di molti - sarebbero le mie attività principali. Ma c'è dell'altro: sto preparando una mezza maratona (umidità cinese permettendo), gioco a pallavolo (quando non lavoro o studio), scio e mi diletto(ribalto) con la tavola, vorrei imparare a surfare, vorrei leggere libri (non di lavoro). Studio cinese, con scarso successo. E mi circondo di persone interessanti. Arrivo da Cuneo - e ho detto tutto - con il cuore a Torino. E adesso sono qui.

22-24 agosto: Nanchino

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22-24 agosto: Nanchino

Lo spostamento verso l’antica capitale è rapido sul mitico treno Gautier (come dice Elena alla francese), il TGV cinese.

Nanchino è una sorpresa. Il nostro hotel si trova nella via dell’elettronica, il paradiso della contraffazione. Visitiamo il mausoleo di Sun Yat-sen, padre fondatore della Repubblica cinese. Questa volta i gradini sono solo 400, una passeggiata per principianti! Ci rilassiamo nel parco del lago, vera oasi di pace dove tra gli anziani che skatano (per davvero!), improvvisiamo una sessione di yoga (che fricchettone!). Anche il tempio di Confucio illuminato di sera merita una visita.

Voto Nanchino: 7/8

Al momento di lasciare la città, nell’unico spostamento in aereo , si scatena un temporale da sogno che blocca l’aeroporto per due ore. Il personale della Hainan Airlines che ormai ci aveva imbarcate, per placare gli animi cinesi gioca la carta noodles e alle 6 pm ceniamo sull’aereo ferme in mezzo al diluvio.
Risucchiato l’ultimo noodle, improvvisamente arriva l’annuncio che si può decollare. Per non perdere l’attimo, lo stuart passa per il corridoio con una busta della spazzatura dove la gente letteralmente lancia gli avanzi del pasto. E con qualche cintura ancora slacciata, telefoni accesi e sedili reclinati, si parte per Xi’an!

18-22 agosto: Shanghai

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18-22 agosto: Shanghai

Arrivo in tarda serata. Dopo esserci destreggiate nella metro di Shanghai, sistemiamo i bagagli nella nostra cameretta di 10m2 all’Hotel Pesce Ddentro (Fish Inn) già sperimentato da Anna qualche settimana prima. Ci tuffiamo nel movimentato Bund, simbolo della vecchia Shanghai e cuore della città per la sua storia. Passeggiamo lungo il fiume godendoci sull’altra sponda il panorama del Pudong con i suoi grattacieli, centro finanziario della città.
A Shanghai è iniziata la vera vacanza!

Quattro giorni di lunghe passeggiate, tra quartieri storici e luci colorate. Pause al sapore di caffè e musei. Dal sito del I congresso del partito comunista con la sua ideologica visione della storia cinese al museo dell’urbanizzazione. Quest’ultimo davvero impressionante (Uccia ti abbiamo pensata!), il terzo piano interamente occupato da un modellino che riproduce parte della città di Shanghai.

Aperitivo all’87esimo piano della Jinmao Tower per ammirare il tramonto che tra nuvole e smog faceva fatica a vedersi.

La Concessione Francese con le sue strade e boutiques…e un paio di bistecche alla griglia!

Curiosità: l’ultimo giorno decidiamo di provare un vero massaggio cinese. Due massaggiatori ciechi ci sottopongono per 45 minuti alla modica cifra di 7 euro a un trattamento che consiste nel manipolare muscoli e nervi insistendo su quelli più dolorosi. Per scioglierli immaginiamo! E dopo il risultato si sente, ma durante Anna ha pensato: “o mi cura il torcicollo o il collo me lo spezza e ci fa un pollo alle mandorle”.
Qualche nota di colore: la massaggiatrice di Anna a tratti perdeva la dentiera rimettendola a posto con un colpo di mandibola. Dall’altro lato, Elena intravede dal buco del lettino le calzature del suo massaggiatore: un paio di ciabattine verdi fatte al punto e croce calzate elegantemente con calzini bianchi rigorosamente bucati. Il tutto condito con un sottofondo di mangiate di noodles e zuppe varie.

NB. Quando si è sprovvisti di forchetta o cucchiaio, l’unico modo per tirare su i noodles dalla zuppa è il cosiddetto risucchio. Da accompagnarsi con vigoroso rumore di risucchio appunto, mentre metà dei noodles penzolano fuori dalla bocca.
Sperimentato in seguito da noi stesse, una bontà!

E per concludere la mattinata beauty, Anna sperimenta anche il parrucchiere, con cui alla fine riesce a spiegarsi meglio che in italiano!

Voto Shanghai: 8,5

16-17 agosto: Qingdao day 2-3

Trasferimento all’ostello Old Observatory che come il nome suggerisce e’ stato ricavato nella sede che ospitava l’osservatorio e nella cupola, che ancora contiene il telescopio, si trova il bar con terrazza.

Visitiamo il faro, le spiagge piene di cinesi in salvagente, facciamo una lunga passeggiata sul lungo mare di Qingdao e sembra quasi di essere in vacanza!

L’indomani visitiamo l’immenso parco della citta’ dove troviamo un po’ di riparo dal caldo afoso. Nel pomeriggio visita al museo della birra Tsingtao, la sesta azienda produttrice di birra al mondo. Tra le foto e la storia dell’azienda, non mancano le degustazioni. Qingdao: voto 7.5.

Prossima meta: Shanghai, dove Oriente e Occidente si mescolano…

15 agosto: Qingdao, terra di mare e di birra

Sveglia ore 6.15. Partenza per la stazione che alle 7 gia’ brulica di gente. Elena si abbiocca in sala d’aspetto, quando a un tratto il nostro treno scompare dal tabellone. Panico. Anna si avvia a chiedere spiegazioni, ma i bigliettai confermano che non c’e’ piu’ il treno. Dopo di che una serie di persone gentili pur non parlando inglese si dedicano alla nostra causa e ci aiutano a capire che il treno e’ semplicemente in ritardo. 

Arriviamo a Qingdao nel primo pomeriggio, fuori dalla stazione gia’ si respira aria di mare. L’ostello scelto in extremis per la prima notte ci riserva una stanzina senza finestra. Purtroppo il cinese di Anna non le permette di protestare e mettere in riga la host. Ci teniamo il bunker.

Proviamo ad avviarci in centro, ma i taxi sono tutti strapieni. Incontriamo un signore ghanese che ci regala un paio di indicazioni che cambieranno la nostra giornata e daranno una svolta alla gestione del viaggio. Parola magica: Shanqri La (e’ lo stesso consiglio che ci avrebbe dato Flavio: al TOP!).

Giunte al mall dell’albergo in bus, decidiamo di concederi un pranzo, evento raro nell’economia della nostra vacanza. Caffe’, succo e panino in un simil Starbucks dove guida alla mano decidiamo definitivamente le prossime tappe e ci affidiamo al travel service dell’hotel per prenotare tutti gli spostamenti. La formula del fai-da-te non si era rivelata sempre di successo e richiedeva troppe ore. Finalmente ci concediamo una passeggiata sul lungo mare!